Facendo zapping tra i vari blog conosciuti ,e non ,mi accorgo che su http://blogs.san-lorenzo.com/quintoquarto/2007/05/vi_ricordate_di_eataly.html si parla di Eataly e
dei rumors che circolano sempre più con toni alti...sul sistema da grande distribuzione (GDO) che i responsabili di Eataly sembra che applichino con i fornitori di cose buone.
Leggo, commento e commento ancora.
Poi vado a rileggere altri miei commenti fatti quà e là nella blogsfera.
Pornografia del gusto...pornogastrografia... saltimbanchi del gusto...Sono solo alcune delle dotte definizioni che ho usato per commentare questo tipo di "canale" di distribuzione su http://www.clubpapillon.it/blog.php il blog del club Papillon di Paolo Massobrio.
Ma non va bene.
Rischio di essere frainteso e preso per un burlone. Bisogna essere seri, dato le circostanze.
Mi ricordo che slow food, che sostiene e consiglia, Eataly, non solo difendeva le piccole dimensioni, il locale e le realtà a misura di uomo: "piccolo è bello" ma dava voce ai singoli produttori.
Una opportunità di essere "visti" dal mondo e, più importante, conosciuti dal consumatore.
In questo caso i riflettori si puntano più sulla confezione, location Eataly, che sui produttori:
non ci siamo!
Ora, prima di venire al dunque, divago ancora un momento.
Parliamo di Business?
Bisogna sapere che gli aspetti relativi ad un prodotto sono solo un elemento di un progetto di business.
Per volere dei tempi, purtroppo, talvolta la qualità del prodotto è relativa.
Ma questo a noi non dovrebbe interessare...sempre che per aumentare le produzioni non si intacchi la qualità.
Il successo di un prodotto è legato alla struttura del progetto che lo accompagna.
Ci sono diversi parametri tassativi nell'analisi di un business a prescindere dalla vision e dalla mission dei fautori del progetto stesso.
Questo a maggior ragione se vengono coinvolti capitali e speranze altrui.
Prendiamo per esempio due parametri a mio avviso vitali:
a)coerenza
b)capitale circolante netto (CCN)
Per coerenza intendo una coerenza di valori e di progetto.
I valori sono legati al fattore umano cioè dalla morale dei businnes-man: il progetto deve essere facilmente dimostrabile e realistico.
Per capitale circolante intendo il capitale "carburante liquido" che è a disposizione per fare partire e gestire l'impresa.
Qui il sistema GDO usa il trucco dei pagamenti nel tempo.
Sorvoliamo su quali tempi....
In questo modo, la GDO, gode gli incassi giornalieri e comincia a pagare le spese più in là...
Anche uno sprovveduto capisce che questo liquido non è un attivo è un lordo dal quale bisognerebbe levare i costi. Ma di solito...
E' un pò come considerare il TFR una entrata !!
Ma cosa volete farci sarà la "new economy".
Caricare i produttori dei costi di un pagamento a lungo termine, dello scaffale e delle pubblicità obbligandoli a ricarichi bassi e regalie varie non ha coerenza. Perchè non è sostenibile.
Il basso ricarico devono spiegarmelo cosa è. Non esiste pensare che il vendere a meno venga compensato dal vendere tanto. O meglio esiste solo con prodotti con un costo di partenza basso. Ma che dico: bassissimo.
Non si reggono gli imprevisti del mercato solo con i "pagherò".
Senza il rispetto di questi parametri ci allontaniamo da tutte quelle filosofie morali e anche materiali (buono, pulito e giusto) di cui parlavamo con orgoglio.
Ed erano le filosofie e le politiche di slow food.
Certo io sono solo un corsaro-contadino senza alcun diritto di giudizio e opinione verso i guru della economia italiana sempre alla ribalta nelle cronache...
Ma vedere che il mio settore considerato nulla per anni e anni adesso è terreno di semina per rampanti business-man mi preoccupa.
Non tanto per il mio destino quanto per la credibilità del mestiere dell'agricoltore produttore di cose buone.
Abbiamo fatto tanta fatica ad uscire dall'ombra...dell'industria, dal ghetto.
Si dal ghetto ove l'agricoltura sopravviveva per rifornire di voti balene bianche, pentapartiti, CAF ecc. ecc.
Certamente siamo stati aiutati da forze che, comunque, noi stessi abbiamo alimentato.
Slow food ha un grande merito in questo.
Un tempo si condividevano pensieri e parole.
Saperi e sapori.
E adesso cosa è successo all'improvviso: Grande è bello? Per un grande che viene attivato, con le flebo, quanti piccoli scompaiono? Cosa è la rottamazione del sistema Italia della microimpresa?
Carlin che parli sempre in difesa dei contadini del mondo da contadino di Savigliano, Tuo vicino di casa, Ti chiedo: Sei proprio sicuro di questa strada?
Ma dai Carlin torna tra noi in piola e ... e nelle botteghe!!


19 commenti:
Una alternativa a questo tipo di distribuzione al di fuori delle classiche botteghe l'ho illustrata nel mio post: I Consorzi Agrari Provinciali: C.A.P.
Come ho già postato su altri blog, conosco personalmente (per motivi di lavoro) MOLTISSIMI piccoli produttori della prov. di Cuneo , che da anni producono con straordinaria qualità e la quantità è quella che è, cioè bassa.Ora alcuni di questi vendono ad Eataly ma la qualità rimane invariata , questo te lo posso garantire anzi stanno ben attenti a non fare "cazzate" proprio perchè la "vetrina Eataly" ormai è conosciutissima.Se a te non interessa vendere i tuoi prosciutti d'oca (ottimi) a Farinetti va bene così ma definire "ghetto" certe situazioni mi sembra un po' troppo.Anche metaforicamente.Anche per chi si deninisce "incazzato".
Cordiali
Gianni
Capisco Gianni, ma tu parli di prodotti "vari"... Ma prendiamo altri prodotti, presi singolarmente: per esempio formaggi rari, salumi, conserve e confetture staginali, ecc... Come fanno questi prodotti a venderli tutto l'anno? Non trovi ch eci sia il rischio di strafare, e quindi di aumentare la quantità di prodotto a dispetto della qualità? Un esempio a caso: il blu del Moncenisio! Ma come si fa aproporlo tutto l'anno, se è un formaggio prodotto in qualche decina di forme all'anno? Quel formaggio non lo trovi sempre nemmeno da Borgiattino a Torino, e in fatto di formaggi Borgiattino è Borgiattino..... Quindi il Buono (del buono pulito giusto) dove va?
E del Giusto che diciamo? Con i prodotti pagati a 180 giorni in perfetto stile "grande distribuzione", io se fossi produttore non lo troverei tanto giusto... O no?
Luca Ripellino
Guarda Gianni tu conoscerai tanti produttori della mia provincia e questo va bene.
Ma e evidente che non conosci me.
Non che non mi interessa relazionare con Eataly... e che per coerenza non posso. Questo per rispetto verso chi mi ha sostenuto fino ad adesso: le botteghe. In quando al prezzo giusto ti dico che ho sempre indicato e sorvegliato il prezzo al pubblico. Tante volte limando all'inverosimile il ricarico mio e del bottegaio: non sono tutti vampiri.
Infine per ghetto intendo identificare un periodo storico che va dal dopoguerra agli anni 85/90 dove il mio settore era considerato esclusivamente un serbatoio di voti per i gattopardi.
Rileggi bene il contesto...
Nulla di altro.
Ma vedi Luca , quando parlo di "vari" prodotti mi riferisco soprattutto ai formaggi , infatti molti non li trovi sempre (alcuni della valle Maira), logicamente non troverai tutto l'anno Il Roccaverano e ancora meno certe confetture (sempre di quella zona), questo POSSO GARANTIRTELO.
Edoardo, nulla di personale ,per carità,certo che i bottegai non sono tutti vampiri, ci mancherebbe, e meno male che esistono , quello che voglio dire e che però, putroppo, esistono anche quelli che ne approfittano e alcuni produttori si sentono "sputtanati" (come D'OC) , fai bene te a sorvegliare ma non è sempre semplice.
salut
gianni
ti aspetto per parlarne
adriano.
come ho scritto nel post di quinto quarto,
io approvo in pieno quello che scrivi su questo argomento,
abbiamo passato nottate a discuterne con amici ,contadini,
viticoltori, appassionati di enogastronomia e agricoltura,soci e non soci di slow food ;
abbiamo condiviso per anni alcune delle idee di Carlin per la difesa dei contadini e dell'agricoltura ,meno i tempi e i modi con cui esse venivano realizzate, ma questa di eataly proprio no.
Ti invito, a nome del nostro piccolo gruppo, in toscana per parlarne
a presto
Rui
Scusatemi ma forse sono un po'duro di crapa ,continuo a leggere post in vari blog ma continuo a capire poco. Ma potete dirmi in due parole qual'è il problema di Eataly ?
Gianni Burdisso
Rui, mandami una email con il Tuo indirizzo se vuoi...possiamo parlarne. Il blog l'ho fatto per i corsari, non solo per me.
Gianni non è un problema. Abbiamo detto tutto. In più di questo post ho mandato un link in presidenza Slow Food.
Così gli diamo il diritto di replica non trovi?
Mah, non vedo proprio il problema , ancora meno un link a Slowfood.Corsaro , fra tutti i produttori che conosco e sono tanti (in 25 anni di lavoro in questo campo)sei l'unico che sento preoccuparsi di Eataly (di solito sono i NON ADDETTI AI LAVORI a "sparlare" )ma comunque ben vengano certe critiche se possono migliorare la situazione a qualcuno.Ripeto, forse è inutile mandare un link a SF,cosa devono spiegarti? Piuttosto mandalo Farinetti ,così magari ti spiega come stanno le cose, dato che per quel poco che so , sono state scritte parecchie inesattezze su contratti,pagamenti, quantità, qualità ecc.
Cordiali
Gianno B.
Ma Gianni sei l'amico del poeta Tonino Guerra quello dell'ottimismo?
Guarda ho niente da dire all'imprenditore albese...
In quanto a slow food il mio link è segno di correttezza: non sparlo dietro a nessuno. Forse a differenza di altri parlo...
La mancanza di alternativa a Eataly può essere un problema perchè si dice: MONOPOLIO.
Le botteghe sono troppo disunite, e li che bisogna parare. Questo è il libero mercato. Non quello dove arriva Rockerduk a fare babbo natale...
Ciao Gianni e dormici sopra.
ciao Edoardo, ho partecipato ieri sera alla riunione di slow food del Garda ne parlero' sul mio blog.
Sono dell'idea di mantenermi indipendente, e di organizzare in proprio piccole manifestazioni, organizzo con chi dico io, propongo la distribuzione attraverso internet, saltando la filiera assassina.....io non sono un produttore, sono un fruitore, penso che la ricerca che sto facendo non vada persa.
Adriano Liloni
Edoardo, non sono amico di Guerra , anche se mi è simpatico, per il link a Slowfood va bene , ma già qualche mese fa SF aveva risposto a queste polemiche con post su vari blog (nelle persone di Seba Sardo e Burdese).Se le botteghe sono troppo disunite allora riuniamole così nasce Eataly 2 - la vendetta -.A parte gli scherzi ,onestamente trovo molto sterili tutte queste polemiche, comunque andiamo , vediamo se esce qualcosa di buono..
ciau
Gianni
Gianni hai centrato la faccenda. Dal punto di vista commerciale...
Da quello umano invece...
Vedi, gente semplice come me ha sognato con Carlin e con tutto quello che ha creato.
Vedere e sentire uno di noi che non si inginocchiava al cospetto dei potenti anzi rivendicava il nostro diritto ad esistere. Capisci che roba. Con Terra Madre si toccava veramente il massimo.
Adesso si ha la sensazione di essere stati impacchettati e venduti al nemico. Credimi Gianni, queste parole mi escono dal cuore, con grande dolore....Non sono solo in questa situazione. Tanti riusciranno ad ingoiare il rospo e tirare avanti. Io non credo, certe ferite non possono rimarginarsi che per un miracolo.
Posso anche capirti, visto che sei un "poeta contadino", ma con la poesia non si mangia, prova a parlare con qualche produttore dei Presidi e poi vedi cosa ti dice: "Io faccio il massimo per quanto riguarda la qualità, mi attengo a tutti i disciplinari possibili ecc... ma poi questa "roba" la devo vendere".E allora ben venga Eataly,è una possibiltà in più.E poi nessuno ti obbliga a vendere ad Eataly .
Gianni
difatti..per i piccoli che vogliono vendere, ci sono altre alternative on line...e non sono un capitalista di sx...ciao
adriano liloni il lancillotto
Ma dai ,per favore, "alternative online" per un piccolo produttore?
Ma hai idea di quanto costa? E secondo te ,una azienda a cond. fam . (2-3 persone) mette su un ambaradan per la vendita online?Vieni, vieni e parla con queste persone.
Gianni
Lo dico anche qui: se mi paragoni il Coalvi con la Granda ,allora mi fai incazzare veramente , l'ho già scritto un po' di tempo fa da qualche parte che mi occupo da 25 anni di controlli agroalimentari, e quindi ti dico : vai tranquillo con la Granda , non farmi dire altro. NON FARMI DIRE ALTRO.
E non essere sempre incazzato.
ciao
dimenticavo : sono Gianni
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